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15/12/07 - Santa Lucia, la porta dell'inverno

Santa Lucia, la porta dell'inverno

Il periodo intorno al 13 dicembre, giorno di S. Lucia, rappresenta, per vari aspetti, la vera "porta dell'inverno", in almeno due occasioni abbastanza recenti, il 13 dicembre è stato siglato da eventi nevosi di rilievo.
Tra l'8 e il 12 dicembre 1995 il tempo era controllato da un anticiclone sui Balcani, il cui asse, disposto da nord a sud consentiva temperate correnti meridionali, il tempo era soleggiato e le temperature miti, su tutta l'area padano veneta.
Il 13 Dicembre una depressione in quota "retrograda" proveniente dalla Russia si fa strada verso il Nord Italia, l'anticiclone sposta il suo centro d'azione sulle Isole Britanniche, mentre si va approfondendo una depressione sulla Sardegna; il tempo cambia rapidamente e si scatenano forti nevicate al Nord, temporali di neve in Toscana, e bufere di neve sull'Appennino Settentrionale.

Santa Lucia, la porta dell'inverno

Ad Albinea, sulla pedecollinare reggiana nevica intensamente per 15 ore consecutive con temperatura intorno 0°C, depositando al suolo 40 cm di neve, che rappresenta il record locale del singolo evento nevoso per dicembre, quantità ancora più elevate sulla pedecollinare modenese con 64 cm sulle prime colline nella zona di Sassuolo e Maranello e valori molto minori allontanandosi dalla fascia collinare, dove la temperatura elevata rende la nevicata particolarmente bagnata e gli accumuli non superarono i 15 cm a Reggio Emilia ed ancora meno verso il Po.

Sei anni dopo è ancora il 13 dicembre a fare notizia per un evento nevoso di rilievo; il famoso "blizzard di S. Lucia 2001" che paralizzò la circolazione stradale su ampi settori della Pianura Padana; ad Albinea caddero 17 cm di neve in sole quattro ore con temperatura ampiamente al di sotto dello zero.
Dicembre inizia con il dominio dell'anticiclone atlantico, tempo nebbioso e temperature miti; tra il 6 e il 7 l'Anticiclone Atlantico si salda con quello russo e aria più fredda inizia ad affluire da Nord Est, le temperature diminuiscono gradualmente.
Come spesso accade con tale situazione, solo le regioni meridionali sono interessate da locali nevicate, mentre al Nord il tempo è stabile.
Le fredde correnti da Nord Est, infatti, raccolgono umidità sull'Adriatico, ma riescono a portare nevicate rilevanti anche al nord, solo quando l'afflusso freddo si manifesta anche in quota con una depressione "retrograda" cioè in movimento da Est verso Ovest, la cosiddetta "goccia fredda", capace di produrre irruzioni di aria siberiana sulle nostre zone e di porre fine alla stabilità atmosferica.
Era quello che stava per succedere: già dall'8 dicembre, i meteorologi seguivano con attenzione l'evoluzione di una profonda depressione che dalla Siberia si muoveva verso l'Ucraina, puntando successivamente verso le Alpi, tale depressione avrebbe rapidamente attraversato le nostre regioni tra il 13 e 14 dicembre, scatenando il "blizzard di S. Lucia".
Il 13 dicembre si apre, a Reggio Emilia , come una normale giornata invernale, fredda ma soleggiata, le minime sono intorno -4 C°; l'allerta meteorologica è confermata, la pressione scende in modo deciso, si attende da un momento all'altro la sfuriata dell'est , si ha già notizia del rinforzo della bora sul Golfo di Trieste e delle prime nevicate in Romagna; tra i "freddofili" l'attesa è palpabile.
Nulla accade fino alle 16.30, intanto la temperatura è risalita fino a +3°C; ormai qualcuno comincia a pensare ad un clamoroso fallimento delle previsioni, quando il cielo si annuvola rapidamente e comincia a cadere neve granulosa sospinta da violente raffiche di vento; alle 17 la precipitazione si intensifica rapidamente, la neve granulosa lascia il posto a fiocchi sempre più fitti, asciutti e turbinosi per il forte vento, la temperatura precipita in poco tempo a -3°C, favorendo l'immediato e rapido accumulo della neve al suolo; è l'ora di punta del traffico nelle città padane e proprio sulle strade più frequentate, la neve si trasforma immediatamente, sotto le ruote dei veicoli, in una patina di ghiaccio sempre più spessa e scivolosa, provocando la paralisi completa del traffico nelle zone più interessate dalla nevicata; a Reggio Emilia per diverse ore nemmeno i mezzi spargisale e di soccorso riusciranno ad aprirsi un varco; intanto la neve cade sempre più fitta e turbinosa depositandosi in modo molto irregolare a causa del forte vento, le linee elettriche e telefoniche cominciano a subire danni e si verificano diverse interruzioni, solo dopo le 20, col cessare della precipitazione, la situazione migliorerà gradualmente.
Alla fine la breve ma intensa nevicata depositava al suolo un manto bianco di 10-15 cm in pianura, 40 sui primi rilievi ed oltre un metro sull'alto Appennino; ad Albinea si misuravano mediamente 17 cm con locali accumuli molto maggiori a causa del vento, la cui velocità aveva raggiunto i 70 Kmh (Università).

Santa Lucia, la porta dell'inverno

Se la burrasca di vento aveva interessato tutta la regione padana, superando sulla costa i 90 Kmh e i 100 sul Golfo di Trieste, ben diversa era stata la distribuzione della neve, che molto capricciosamente, aveva interessato alcune zone risparmiandone altre vicine e lasciando quasi completamente a secco l'arco alpino. Poca neve in Friuli e sul delta padano, da 10 a 20 cm tra la laguna veneta e il pedemonte vicentino e trevigiano, molta neve in Romagna, dove violenti temporali nevosi avevano riversato localmente oltre 20 cm di neve. In Emilia, buono l'innevamento tra Bologna e Reggio, ma verso ovest, la precipitazione non era andata oltre la provincia di Parma; in Lombardia solo la Brianza e l'area milanese avevano avuto precipitazioni di un certo rilevo, niente neve sul Piemonte orientale, mentre a causa dello stau alpino il manto nevoso aveva superato i 20 cm sulla fascia pedemontana più occidentale.
La foto dal satellite del 16/12/01 mostra ancora abbondantemente imbiancate le aree più interessate dai fenomeni nevosi del 13/12.


A cura di Marco Pifferetti




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