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14/10/17 - Esiste un legame tra eventi atmosferici estremi e riscaldamento globale?

Carta delle precipitazioni nei prossimi mesi

Nell'ultimo decennio cicloni sempre più intensi si sono verificati a livello globale. Basti osservare i danni causati, nei Caraibi e in Florida, dall'uragano Irma e le precedenti devastazioni portate nell'area di Houston (Texas) dall'uragano Harvey hanno portato in molti a chiedersi se ci sia un legame tra eventi atmosferici così estremi e il riscaldamento globale.

Il dibattito tra gli scienziati su questo aspetto del cambiamento climatico prosegue ormai da anni e, benché non sia ancora arrivato a una risposta definitiva, ha prodotto numerosi studi scientifici che hanno identificato indizi e probabili legami. Sappiamo che l'aumento del livello del mare, dovuto al riscaldamento globale, rende più probabili le inondazioni nelle aree costiere sulle rotte degli uragani, per esempio, e che c'è un rapporto tra l'aumento della temperatura e la forza delle tempeste che si formano nel Golfo del Messico. Sulla base dei dati raccolti in questi anni, i ricercatori concordano anche sul fatto che nei prossimi anni gli uragani saranno ancora più potenti.
Il Geophysical Fluid Dynamics Laboratory (GFDL), una divisione della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l'agenzia degli Stati Uniti che si occupa principalmente di meteorologia, ha di recente aggiornato una delle revisioni più complete e articolate sugli studi pubblicati finora sul rapporto tra uragani e riscaldamento globale. Nel documento sono elencate quattro conclusioni principali, che contribuiscono a mettere un po' d'ordine.

1. È prematuro affermare che le attività umane – in particolare le emissioni di anidride carbonica (CO2, uno dei gas serra più nocivi) – che causano il riscaldamento globale abbiano già avuto un impatto rilevabile sugli uragani che si formano nell'Atlantico, e più in generale sui meccanismi dei cicloni. Le ricerche indicano però che probabilmente l'attività umana ha già portato a cambiamenti, che però non siamo ancora in grado di rilevare sia per la loro portata contenuta sia per i limiti tecnici nell'analizzarli.
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Carta delle temperature nei prossimi mesi

Il riscaldamento antropogenico (cioè dovuto all'attività dell'uomo) porterà a cicloni tropicali (uragani, tifoni, tempeste tropicali) in media più intensi del 2 – 11 per cento a seconda dei modelli di previsione. Ipotizzando che le dimensioni delle tempeste non si riducano, e non ci sono elementi che lo suggeriscano, il potenziale distruttivo sarà quindi molto più alto.

3. Ci sono più probabilità che il riscaldamento antropogenico nel prossimo secolo porti a un aumento nel numero di cicloni tropicali molto intensi, anche nel caso in cui il numero di tempeste in generale si riduca.

4. Entro la fine di questo secolo, il riscaldamento antropogenico sarà la causa di cicloni tropicali con piogge più copiose rispetto agli attuali, con un aumento delle precipitazioni del 10 – 15 per cento entro 100 chilometri dal centro della tempesta.

Ci sono poi eventi già verificati o in corso che forniscono elementi ancora più concreti. È ormai provato che il livello dei mari sta aumentando a causa del riscaldamento globale: questo incide notevolmente nel caso di piogge forti e intense, come quelle portate dagli uragani, che causano le alluvioni lungo le coste. È successo con Harvey e con Irma. Poche decine di centimetri in più nel livello dei mari sono sufficienti per causare l'allagamento di porzioni di territorio molto più ampie, con conseguenti danni economici e rischi per la popolazione.


A cura di Staff Di Meteowebcam.it




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