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12/9/17 - Maltempo colpa dei cambiamenti climatici? Osserviamo negli anni trascorsi e facciamo profonde riflessioni.

Carta delle precipitazioni nei prossimi mesi

Con l'appena trascorsa ondata di maltempo sentiamo sempre più parlare di cambiamenti climatici ma se pur sembra siano aumentate le manifestazione di fenomeni intensi ricordiamo che esiste una certa ciclicità e ricorrenza di tale eventi. Prima la siccità, poi l'allagamento, che ha dato il via ad un autunno anticipato rispetto al solito, ma tutto era già previsto con largo anticipo. Chi si occupa di scienza non vuole fare politica, ma in questo caso è inevitabile fare delle profonde riflessioni, almeno per le vittime del maltempo. La tragedia di Livorno che ci costringe a piangere altri morti è un chiaro esempio per le prime riflessioni: quasi tutti sapevano che c'era un torrente "tombato" e che le case erano state costruite nella sua zona di espansione. Eppure si è andati avanti "sperando" che non succedesse nulla. Se ci voltiamo indietro, leggendo gli articoli degli anni passati, scopriamo che nel mese di settembre ci sono delle tristi ricorrenze. Di situazioni simili, in Italia, ce ne sono a migliaia.
Nella notte fra il 13 settembre e il 14 settembre 2015 una parte della provincia di Piacenza fu devastata dalle esondazioni improvvise del Nure e del Trebbia, dovute al maltempo e ad ammassi di detriti, che causarono danni ingenti e la morte di tre persone. Le località più colpite furono Roncaglia, Ponte dell'Olio, Bettola, Farini, Ferriere, Rivergaro e Bobbio.
Il 9 settembre 2010 Alluvione e colata di detrito nel comune di Atrani Costiera Amalfitana in Provincia di Salerno

Carta delle temperature nei prossimi mesi

A causa delle forti piogge intorno alle ore 18:30 esonda il Torrente Dragone che scorre al di sotto del centro abitato. Danni segnalati anche nei vicini comuni di Scala, Ravello e Tramonti ove per alcune ore è mancata la corrente elettrica.
Il 10 settembre 2007 A Soverato, esattamente 17 anni fa camping sul letto di un fiume, per scavare nella memoria. Non cerchiamo di dare la colpa alle amministrazioni comunali perché i fondi esistono. Quanti sono disposti ad abbandonare le proprie abitazioni perché in prossimità di zone critiche? L'Italia è zeppa di costruzioni vecchie traballanti e in prossimità di zone ad alto rischio, cosa facciamo la ricostruiamo totalmente?
Virginia Raggi prova a spiegare cosa è successo domenica 10 settembre 2017 nella Capitale, dove il bilancio del primo nubifragio della stagione sembra quasi un bollettino di guerra: stazioni metro chiuse, strade allagate e alcuni quartieri, come Ostia, ancora senza luce. Colpa del cambiamento climatico quindi, e del sistema fognario della città che "probabilmente non è attrezzato per eventi di questa portata e di questa violenza. Il forte acquazzone ha flagellato la Capitale per tre ore . Quindi cosa si può fare? Si sventra Roma e si rifà il sistema fognario? Dimentichiamoci il problema economico che è sempre risolvibile con nuove normative europee ma sempre incontenibile, dimentichiamoci l'antichità l'archeologia che blocca sempre i lavori su una città così antica e delicata, si blocca la città si sventra e poi si ricostruisce? Quante nuove polemiche nascerebbero? Quante nuove amministrazioni comunali passerebbero? Il problema per le esondazioni è ancora più complicato.

A voi la riflessione.


A cura di Maria Rosaria Volpe




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